Sisma Bonus, cos’è? Come e perché chiedere il contributo?

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Cos’è il Sisma Bonus? Perché intervenire sulla propria abitazione?

Con la legge di stabilità 2017, approvata il 21 dicembre 2016, oltre alle agevolazioni già previste per le ristrutturazioni in ambito edilizio ed energetico, viene introdotto per la prima volta un piano nazionale di valutazione e prevenzione nazionale del rischio sismico (Sisma Bonus). Questa legge è stata la conseguenza degli ultimi eventi sismici che hanno colpito il nostro paese e serve tutt’oggi per far fronte ad una necessità sempre maggiore di sensibilizzare verso il rischio sismico (lo sottolineo non solo da tecnico, ma da emiliano e cittadino che ha vissuto il terremoto).

Inoltre è necessario che i cittadini in primis acquisiscano la consapevolezza che il nostro paese è un territorio sismico e che la maggior parte del patrimonio edilizio in Italia è formato da costruzioni che superano ormai i 50 anni di vita.

Bisogna quindi salvaguardare il grande patrimonio storico esistente, che richiede di essere analizzato e ove opportuno migliorato con gli interventi necessari affinché possa resistere alle azioni sismiche in caso di avvento di un terremoto. Spesso questo procedimento (soprattutto per le costruzioni civili) richiede interventi semplici, non invasivi e di costo sostenuto; che oltre a preservare la struttura dell’edificio, tutelano le vite umane, fatto assai più importante.

La L. Stabilità ha introdotto quindi uno strumento che permette sia la classificazione sismica degli edifici, sia un incentivo verso chi decide di intervenire sismicamente sulla propria abitazione “migliorandola”. L’incentivo allo stesso modo delle ristrutturazioni, consiste in una detrazione fiscale. Quest’ultima però in questo caso, parte dal 70% e può arrivare fino al 85% (per le ristrutturazioni il valore è di 50).

Un altra novità importante riguarda l’estensione delle zone sismiche a buona parte del territorio nazionale, zone 1,2 e 3 (in precedenza vi erano solo la zona 1 e 2). Inoltre gli interventi potranno essere effettuati tra il 1 Gennaio 2017 e il 31 Dicembre 2021 sia per abitazioni, seconde case che attività produttive.

Premettendo che mi trovo in disaccordo su alcuni punti definiti dalla norma, che rimangono puramente tecnici e di valutazione, (ma questo potrà essere trattato in un secondo articolo più tecnico); in questa sede voglio riportare i punti fondamentali del decreto stesso e i passi da compiere per poter usufruire del contributo. Inoltre riporto qui sotto i documenti fondamentali che possono essere utili sia ai tecnici che ai cittadini per approfondire l’argomento.

 Il rischio sismico e la classificazione

Il rischio sismico è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico. Esso dipende da un’interazione di 3 fattori. 

Rischio = Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione
  • Pericolosità: La pericolosità sismica di un territorio è rappresentata dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che lo interessano, ovvero dalla sua sismicità. Viene definita come la probabilità che in una data area ed in un certo intervallo di tempo si verifichi un terremoto che superi una soglia di intensità, magnitudo o accelerazione di picco (Pga) di nostro interesse.
  • Vulnerabilità: La vulnerabilità sismica è la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità.
  • Esposizione: L’esposizione è la valutazione socio economica delle conseguenze di un sisma, identificando i motivi che hanno portato alla perdita di vite umane e al numero di persone che sono rimaste coinvolte.

In funzione di questa definizione fondamentale, nel rispetto della salvaguardia della vita umana, mediante i livelli di sicurezza previsti dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni, nonché tenendo in considerazione le possibili perdite economiche e sociali, sono state introdotte delle Linee Guida per la classificazione del Rischio Sismico delle costruzioni esistenti. Vengono introdotte otto classi di Rischio Sismico così definite:

Schema delle classi di rischio sismico (A+ minor rischio, G maggior rischio)

Metodi di classificazione

I due metodi definiti dalla norma per poter accedere ai bonus fiscali sono di seguito riassunti:

  1. Metodo convenzionaleapplicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche, consentendo la valutazione della classe di rischio della costruzione sia allo stato di fatto, sia nello stato conseguente all’eventuale intervento. Consentendo il miglioramento di una o più classi di rischio.
  1. Metodo semplificato: basato su una classificazione macrosismica dell’edificio, è indicato per una valutazione economica e speditiva (senza specifiche indagini e/o calcoli) della Classe di Rischio e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per l’accesso al beneficio fiscale in relazione all’adozione di interventi di tipo localeconsentendo al massimo il miglioramento di una sola classe di rischio.

Il metodo convenzionale è quello più complesso, ma anche più accurato, che richiede da parte del tecnico un accurata valutazione della struttura al fine di determinare un indice di sicurezza, identificato come il rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo che porta la struttura al raggiungimento dello SLV  (Stato limite di salvaguardia della Vita) e quella prevista nel sito per una nuova costruzione. Si fa inoltre riferimento ad un secondo parametro di tipo economico. Al fine di determinare poi la classe di Rischio, si adotta la minor classe ottenuta dai due parametri appena definiti. Lo schema seguente riassume i parametri adottati dal metodo.

Schema dei due metodi utilizzabili per determinare la classe di Rischio Sismico.

Detrazioni, come funzionano?

Le detrazioni introdotte con il Sismabonus vengono definite come “premianti”, questo perché le detrazioni aumentano notevolmente se si migliora l’edificio di una o due classi di Rischio Sismico. In particolare per abitazioni, prime e seconde case, e edifici produttivi si ha una detrazione del 70% se si migliora di una classe di rischio, ed una detrazione dell’80% se invece si migliora di due o più classi di rischio.

Per i condomini o le parti comuni il ragionamento è il medesimo, i due valori di detrazione però sono leggermente superiori e pari rispettivamente al 75% in caso di aumento di una classe, e del 85% ne caso di aumento di due o più classi.

Questo per un ammontare delle spese massimo di 96.000 euro per ciascuna delle unità immobiliari. Le detrazioni avvengono in un lasso di tempo pari a 5 anni, inoltre per chi non può sostenere la spesa vi è la possibilità di cessione del credito ai fornitori (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Come richiedere il contributo?

La prima cosa da fare se volete realizzare un intervento con detrazioni, che va a beneficio sia vostro che della vostra abitazione, attività, o condominio; è quello di contattare un professionista abilitato. Ovviamente come studio di ingegneria ci occupiamo di questo servizio, potete contattarci qui per avere tutte le info e l’assistenza necessaria.

  • Il professionista si occuperà di individuare la classe di Rischio della costruzione prima dell’intervento, successivamente si passera al progetto dell’intervento necessario alla riduzione del Rischio sismico.
  • Il professionista assevera i valori delle classi di Rischio sismico, pre e post-intervento.
  • Il proprietario può procedere ai primi pagamenti delle fatture ricevute, seguirà provvedimento dell’agenzia delle entrate per la cessione del credito.
  • Il tecnico attesta il termine dell’intervento e la conformità del progetto mediante opportuno certificato di collaudo.

Spero con questo articolo di aver fatto maggior chiarezza in merito a questa nuova legge. Ribadisco infine l’importanza di acquisire la consapevolezza di essere in un territorio sismico che necessita di una forte riqualificazione in ambito sismico e strutturale, per garantire la nostra sicurezza e quella di chi ci sta intorno. Per qualsiasi informazione aggiuntiva o dubbio non esitate a contattarmi o a lasciare un commento qui sotto.

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Ingegnere civile

Sono ingegnere civile libero professionista, appassionato di informatica e tecnologia, amo tutto quello che riguarda la programmazione e l'open source. Sono laureato in ingegneria civile, indirizzo strutture presso l'Univeristà di Modena e Reggio Emilia. Iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena dal 2015. Da gennaio 2016 ho aperto il mio studio tecnico di ingegneria civile con sede a Medolla (Mo). Nel 2017 ho trovato finalmente il tempo di fare questo sito, che oltre ad essere un portfolio personale al mio lavoro, vorrei diventasse un luogo dove condividere con voi esperienze, articoli e risorse inerenti l'ingegneria, l'informatica e non solo.

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